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Riassunto Convegno 31.01.2026 Genova -“Il Dialogo tra i Generi oltre gli Stereotipi: Opportunità e Sfide per una Società più equa”

  • politichecentrates
  • 7 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Dopo i saluti di Enza Malatino, Presidente dell’APCP, di Alberto Zucconi, fondatore dell’Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP) e della Consigliera Comunale Maria Luisa Centofanti, che ha portato i saluti della Sindaca Silvia Salis, dispiaciuta di non poter partecipare per impegni pregressi, si è parlato di valori profondi, come il senso di responsabilità individuale e l’etica. Pensiamo al racconto dell’esperienza del consultorio, restituito attraverso le voci di Giovannella Nasta e Daniela Levaro intervistate da Marcella Scialino, dove è emerso con forza come il lavoro sugli stereotipi inizi dal professionista stesso: dal suo portamento, dalla disponibilità a mettersi in discussione, dall’aprirsi con curiosità e accettazione al volto dell’altro, che sia un cliente o un collega.


Sabrina Presto, presentata da Marilena Carnasciali raccontando l’origine del suo libro “Scienziate Visionarie” ci ha condotti nei teatri della scienza, mostrando come stereotipi e sapere scientifico si intreccino. Ha raccontato di boutade apparentemente leggere e spiritose che, invece, possono schiacciare e sminuire, portando l’attenzione su un’idea di ecologia che non è solo politica o astratta, ma che riguarda il modo in cui abitiamo il mondo e ci prendiamo cura, anche – e forse soprattutto – attraverso le parole.


Franco Baldoni ha aperto uno sguardo sui cambiamenti di paradigma: su come le scoperte scientifiche possano trasformare le culture, generando nuovi immaginari e, con essi, nuovi stereotipi.


Un passaggio particolarmente intenso è stato quello portato da Elena Faini e Paolo Cagliani, attraverso la presentazione del progetto di gestione emotiva con uomini autori di violenza nel carcere di Bollate. Un luogo carico di colpa e responsabilità, di giustizia e ingiustizia, in cui i gruppi di incontro diventano spazi possibili di trasformazione. È lì che può nascere l’assunzione responsabile dei propri agiti e una nuova consapevolezza dell’altro che si ha di fronte.


Luciana Cilento e Carola Benedetto, presentando il loro libro “Mio padre, tuo padre” e raccontando a Marcella Scialino e a Grazia Malatino il loro lavoro di divulgazione, hanno dato voce alle emozioni: rabbia, dolore, senso di ingiustizia. Emozioni che possono nutrire e rafforzare gli stereotipi, ma che, se riconosciute e condivise, possono anche fare luce su ciò che agisce dentro di noi. Il dolore, in particolare, quando trova uno spazio di riconoscimento nell’altro, diventa possibilità di trasformazione.


Un momento di forte coinvolgimento è stato il laboratorio condotto da Enza Malatino e Marilena Carnasciali, uno spazio di condivisione in cui è stato possibile dare parola e colore agli stereotipi personali. È emerso come, a volte, gli stereotipi possano avere anche una funzione protettiva e come il loro contatto possa essere accompagnato da emozioni di vergogna, sorpresa o smarrimento, quando affiorano nel dialogo con l’altro.


La tavola rotonda finale, con Raffaele Caruso, padre Mauro Armanino ed Enza Malatino, moderata da Gianni Belgrano, ha visto un confronto acceso e vivo sui temi della legge dello Stato, della legge morale, della legge protettiva e della giustizia riparativa. Un dibattito che ha toccato anche le idee di protezione maschile e generatività femminile, mostrando come non si tratti di concetti universali, ma profondamente intrecciati all’intimità, alla storia e al sentire di ciascuno di noi.


Più volte sono risuonati verbi come agire e fare, a richiamare una dimensione concreta, incarnata, del prendere posizione dopo aver riconosciuto ciò che ci attraversa.

A conclusione della giornata di lavoro, Gabriele Castenuovo ha saputo ben riassumere tutti gli spunti che gli interventi hanno lasciato ai partecipanti, invitando i presenti a rivedersi online il 3 marzo p.v., dalle 18.30 alle 20.00, primo appuntamento del nuovo anno per continuare a confrontarsi e a discutere su come divulgare gli obiettivi dell’Associazione.

Gabriele ha contribuito anche con un nutrito servizio fotografico e sono state raccolte alcune adesioni da parte di nuovi soci, grazie alla cura del tesoriere Gianni Belgrano.

Gli Organizzatori ringraziano tutti coloro che hanno contribuito al successo della giornata, che si è svolta in un clima sereno e di ascolto.

Un ringraziamento particolare va ad Angela Moi, che ha eseguito, fuori programma, la lettura interpretata della “Allegoria anonima sull’Amore”, regalando un momento di leggerezza ben armonizzata con la profondità dei temi trattati.

 
 
 

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